Àronor Barbabianca

Maestro tradito che continua a sperare nella redenzione del suo Apprendista

21 Aug 2025 Gianluca Vincenzo Liserra 4 min di lettura Lore
Àronor Barbabianca
Àronor Barbabianca

"Durante il tempo del suo viaggio come apprendista al mio fianco, la mia stima verso Kòlcan crebbe, ed io sentii verso il ragazzo lo stesso amore che prova un padre per il suo stesso figlio; in un certo qual senso, egli fu come il figlio che non avevo mai avuto."

Àronor, figlio di Solus, detto Barbabianca, fu apprendista di Myrdin il Patriarca, e dal 2357 del Calendario Fèrathon, dopo la dipartita di Myrdin, secondo Sire del Fèradgard e Gran Maestro dei Fèrathim.

Prima di assurgere a tale carica, nonostante la contrarietà di Myrdin che aveva sentore di una profonda e pericolosa Disarmonia, decise di prendere come apprendista Kòlcan, figlio di Sàrgon.
Dopo aver intrapreso con questi il tradizionale viaggio di un anno e un giorno per Edelëas, per via della sua spiccata curiosità, Àronor spinse Kòlcan a chiedere l’iniziazione quale bibliotecario di Aram-Assàruat (la Torre degli Archivi Bianchi).
Divenuto bibliotecario, Kòlcan apprese molti misteri leggendo moltissimi manoscritti, e fu considerato uno dei Fèrathim piÚ acculturati del suo tempo.
Tuttavia ciò che aveva paventato Myrdin si realizò quando Kòlcan s’imbatté in un codice antico, scritto dalla mano di Edurn il Furioso, primo Oscuro Signore di Edelëas ed Emissario di Mòlokor.

Nonostante cercasse in un primo tempo di resistere al richiamo della Disarmonia dell’Avversario, dopo l’omicidio di una bibliotecaria per mano di un brigante umano, Kòlcan, sconvolto, alla fine cedette e iniziò a cercare di accumulare potere e adepti.
Riunendo un piccolo gruppo di giovani Fèrathim, fondò l’ordine occulto degli Ùlthur, il cui scopo era quello di rovesciare Àronor e imporre un nuovo ordine su Edelëas e la creazione di un impero.

Prima che fosse scoperta la loro esistenza, gli Ùlthur riuscirono ad uccidere tre dei tredici membri dell’Alto Consiglio, e attentarono alla vita di Àronor ben sei volte.
Venuto a sapere che il suo antico discepolo era dietro agli assassini e alle minacce alla sua vita, Àronor, insieme all’intero Alto Consiglio, bandì Kòlcan e gli Ùlthur da Avhelon, con la speranza che potessero redimersi e tornare sulle vie dell’Armonia.

Ma la speranza di Àronor si spezzò qualche secolo dopo, quando gli Ùlthur cominciarono a usare la loro conoscenza delle leggi della Musica per compiere magie oscure.
Con la pena nel cuore, il Sire del Fèradgard decise di arrestare il male degli Stregoni Oscuri con ogni mezzo, anche a costo di ucciderli.
Radunò pertanto un esercito di Fèrathim esperti, tra cui v’era la sua sposa Anìsanel, e affrontò gli Ùlthur alle falde di Assar-Eogar (Colledrago).
Mentre la battaglia volgeva a favore degli Ùlthur, Àronor mandò Anìsanel a svegliare il Drago Àrondor il Bianco, il quale aveva tana sotto proprio sotto Colledrago.

Questi, al fianco dei Fèrathim, sbaragliò gli Ùlthur, i quali ripiegarono e fuggirono via in lungo e in largo.
Credendo che Kòlcan fosse morto, Àronor sperò ancora una volta che gli Ùlthur rimasti si pentissero e tornassero all’Armonia della Musica di Ïlmatal.
Tuttavia, quando venne a sapere della strage dei Lidringhi di Làwel Anìsamor per mano di Kòlcan, ecco che il suo cuore sprofondò ancor più nello sconforto e, silente, cominciò a porre un’attenta e vigile sorveglianza (attraverso i suoi luogotenenti e i suoi dodici consiglieri) sull’intero Continente di Edelëas.
Di ciò si può leggere nel racconto, Il Destino dei Lidringhi contenuto nel mio libro Le Fiabe di EdelÍas (disponibile su molti store tra cui LaFeltrinelli e ordinabile tramite le vostre librerie di fiducia).

Àronor è la figura del maestro tradito, che fino all'ultimo spera nella redenzione del proprio discepolo.
Non odia, ma ama nonostante tutto, e ciò fa di lui una figura Cristologica.
Del resto i Fèrathim (gli Stregoni Bianchi) e la loro società, fin dalla mia visione primitiva, l'ho sempre pensati come la Chiesa come avrebbe dovuto sempre essere.

Gianluca Vincenzo Liserra

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