14 Jul 2025
Gianluca Vincenzo Liserra
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Il destino dei Lidringhi
[…] Avvenne così che un giorno, un gruppo di giovani Lidringhi (sentendosi protetti dalla legge della loro città e desiderosi di restituire agli Uomini tutto il male ricevuto) decisero di danneggiare molte proprietà private e derubare molte persone per le strade.
Quest’ultime, denunciando al reggente i numerosi crimini, chiesero a gran voce che fosse loro resa giustizia.
Ma il signorotto, con la malefica intenzione di aumentare l’odio degli Uomini verso i Lidringhi, disse ai derubati: “Vorrei potervi aiutare, amici miei, ma ho le mani legate dalla legge: il Re ha ordinato che i Lidringhi non vengano toccati. Inoltre, ciò che hanno fatto, non vi ha procurato nessun male! Per cui lasciate correre!”
“Nessun male?!” esclamo spazientito e pieno di rabbia un uomo dalla testa calva. “La mia casa è stata distrutta da quei profughi maledetti!”
“Io sono stato fortemente danneggiato dalla loro scorribanda!” esclamò qualcun altro.
“Chi mi ripagherà per tutti i danni che quelli mi hanno causato?” chiese con tono duro qualcun altro ancora.
“Vorrei potervi aiutare!” disse di nuovo il reggente falsamente dispiaciuto. “Ma non posso far nulla!”
Così quelli, non potendo prendersela con il Re in persona, volsero il loro odio e rancore verso i Lidringhi e, volendo fargliela pagare, organizzarono tra loro una ronda punitiva.
Venuto a conoscenza di ciò, il reggente arrestò gli Uomini immediatamente, e lì imprigionò senza alcun processo nelle carceri.
A seguito di tale fatto, lo scontento cominciò ad espandersi a macchia d’olio, e la rabbia prese a ribollire come la lava di un vulcano pronto ad eruttare violentemente.
Gli anziani dei Lidringhi, percependo tutto questo, e notando la disparità di giustizia tra la loro razza e quella degli Uomini, andarono dal reggente e gli dissero: “Il vostro popolo odia la nostra razza perché vede che voi avete dato privilegi a noi a discapito dei poveri di cui abusate; aumentate a quest’ultimi le tasse, ed abbassate loro la paga per i lavori nei campi! La gente vi chiede giustizia quando viene danneggiata e (anche se può sembrare che andiamo contro i nostri stessi fratelli) è corretto che la loro sete di giustizia sia appagata! È infatti giusto che chi sbaglia paghi e si assuma le proprie responsabilità! Voi invece non rendete affatto giustizia alle vittime, e il piatto della bilancia lo fate pendere dalla nostra parte. Questo danneggia però tutti, sia noi che il vostro popolo. La giustizia deve essere come una bilancia in perfetto equilibrio; non può un piatto pendere da un lato a discapito dell’altro (fosse anche che quel piatto vada a vantaggio di noi Lidringhi). Se la giustizia, per via delle vostre leggi, va a nostro vantaggio, l’odio del vostro popolo va a nostro svantaggio!”
“Parlate bene!” disse il reggente. “Ma purtroppo non posso far nulla, poiché il Re ha ordinato che nessuno di voi Lidringhi venga mai toccato! Anzi ha ordinato altresì che voi veniate protetti e compresi sempre, data la sciagura che vi ha toccato!”
“Voi dunque ci guardate non come persone con cui coesistere, ma come profughi di cui aver pietà?”
Il reggente s’ammutolì, poiché non sapeva bene come avrebbe dovuto rispondere.
Tuttavia gli anziani dei Lidringhi ben sapevano che il Re non aveva ordinato a nessuno di proteggere a spada tratta la loro razza.
Inoltre avevano intuito che le leggi a loro favore, in realtà, erano state studiate solo per amplificare l’odio nei loro confronti e distrarre gli Uomini dai veri responsabili delle loro sciagure.
Non volendo quindi più essere sfruttati come servi, né essere usati come scudi viventi (e non volendo soprattutto più essere pedine di ignobili, corrotti ed abietti signorotti senza scrupoli che non avevano a cuore il benessere dei loro popoli) i Lidringhi decisero di abbandonare per sempre Edelëas.
Radunarono così le loro cose, e abbandonarono i villaggi e le città degli Uomini.
Quindi volsero i loro passi verso i Lidi del Solcalante in Xèlandon, e qui salirono su grandi navi a tre alberi.
Superato dunque il Colosso di Mòdsonir, veleggiarono verso Occidente e fecero rotta oltre Làwel Èogar.
Da quel momento in poi, dei Lidringhi non si seppe più nulla, e nessuna storia, cronaca o canzone narra di ciò che successe loro e del destino a cui andarono incontro .
Tratto da Il Destino dei Lidringhi, racconto contenuto ne Le Fiabe di Edelëas