La Prima Fata

Quando una donna in bianco appare tra le brume del fiume, la vita di Àleweal cambia per sempre. Un dono, un nome dimenticato e un volo verso il mistero.

07 Sep 2025 Gianluca Vincenzo Liserra 4 min di lettura Extract
La Prima Fata
La Prima Fata

Àleweal sgranò gli occhi e rimase di stucco. Mai avrebbe pensato in vita sua che sarebbe stata regina di un nuovo regno.

Indugiò per qualche secondo prima di realizzare bene il significato delle parole che la donna sconosciuta le aveva appena rivolto.

Quindi, con il cuore in gola, balbettando per la forte emozione che stava provando in quel momento, disse: “Mia Signora! A chi debbo questo dono meraviglioso? Qual è il vostro nome?”

La donna in bianco sorrise e disse: “Io sono colei che tra la gente di Edelëas è conosciuta come Ïlmatal!”

Àleweal aveva già sentito quel nome in passato; l’aveva spesso menzionata sua madre quando le raccontava le storie delle ere passate. Rimase di stucco, poiché non riusciva a credere che da-vanti ai suoi occhi ci fosse la più potente tra i tre Vheliam.

Sentendosi terribilmente impacciata, la prima Fata fece un profondo inchino per riverirla e dimostrarle tutta la sua gratitudine, ma quando si rizzò con la schiena, di Ïlmatal non v’era più alcuna traccia.

Dopo un attimo d’indugio, Àleweal si vestì in gran fretta, ma subito si accorse che le ali le impedivano di indossare i suoi abiti comodamente.

Tornò di gran carriera a casa e raccontò ciò che le era successo alla madre.

Quest’ultima, in un primo momento, pensò che la figlia avesse soltanto sognato la cosa o che fosse stata sotto il sole per troppo tempo e stesse solo vaneggiando; ma quando Àleweal le mostrò le ampie ali da farfalla sulla schiena, Minièl ebbe un sussulto al cuore e rimase senza parole.

La sera, quando Tèdeor rincasò, madre e figlia raccontarono ciò ch’era accaduto a quest’ultima al fiume.

In un primo momento il boscaiolo rimase ammutolito e pieno di dubbi e paure per la figlia, e pensò alle conseguenze che sarebbe-ro derivate dalla sua metamorfosi. Poi, dopo ch’ebbe con una certa fatica accettato la cosa, augurò ad Àleweal ogni bene e, con le lacrime agli occhi e un dolce sorriso sulle labbra, prendendole il viso tra le mani, disse: “Che Eàhteril ti benedica e ti guardi, figlia mia! Sia la tua vita leggiadra e libera come hai sempre sognato sin da quando eri bambina!” quindi la baciò con dolcezza sulla fronte.

Àleweal abbracciò forte il padre e scoppiò a piangere per la contentezza. Quindi lo baciò su una guancia e gli disse: “Ti voglio bene!” e la stessa cosa disse anche alla madre.

 Il mattino successivo, dopo una notte passata a modificare un suo vecchio abito in modo da lasciar libera la schiena, Àleweal uscì di casa prima che il sole sorgesse.

Mentre l’aurora del mattino rischiarava l’orizzonte ad est, spiegò le ali, fece un balzo per aria e, come se avesse sempre saputo vola-re, si librò sopra le alte cime degli alberi.

Si diresse verso la luna che stava calando sopra le montagne ad ovest, ma (con sua grande delusione)si rese conto ch’era troppo lontana per poterla raggiungere.

Quando alle sue spalle il sole cominciò a levarsi ad oriente, lanciando in tutte le direzioni i suoi luminosi raggi dorati, la prima Fata vide uno spettacolo meraviglioso.

L’umidità dell’aria era come un leggerissimo velo di seta che immergeva il bosco e l’intera vallata in un’atmosfera surreale, qua-si eterea. Sembrava un paesaggio incantato, come se fosse stato dipinto con tenui colori ad acquerello.

Il vento del mattino le scompigliava i capelli e le accarezzava il viso come fosse il tocco leggero e gentile della mano paterna.

Il dolce odore di terra bagnata, dell’erba e dei fiori che si stavano schiudendo arrivò al suo naso, inebriandola.

Felice, prese quindi a danzare nell’aria con eleganza, cantando nella sua lingua inventata e disegnando ampli cerchi.

Mentre danzava, si sentiva leggera e libera come non lo era mai stata prima.

Libera da ogni preoccupazione e da ogni costrizione.

Leggiadra signora della natura, regina dei boschi e figlia della fonte d’acqua, la prima Fata salutò così la sua prima alba.


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