Quando ci si imbatte per la prima volta in "Le Fiabe di Edelëas" di Gianluca Vincenzo Liserra, non si sa bene cosa aspettarsi. I preconcetti spesso ne impediscono l’approccio, e il titolo stesso può risultare fuorviante per chi cerca il fantasy epico tradizionale o una narrativa per adulti.
La produzione nazionale del genere spesso si divide tra tentativi di imitazione dei grandi classici internazionali e sperimentazioni che, per quanto coraggiose, mancano della maturità necessaria per creare universi narrativi davvero convincenti. In questo contesto spesso deludente, dove molte opere si limitano a seguire le mode editoriali del momento senza offrire vera innovazione, bisogna ammettere che l'opera di Liserra coglie il lettore completamente impreparato, perché riesce a scardinare ogni aspettativa preconcetta.
La sua opera non è una semplicemente raccolta di storie fantastiche assemblate insieme.
Si configura invece come qualcosa di molto più ambizioso e strutturalmente complesso: un vero e proprio percorso di crescita che intreccia sapientemente narrazione, simbolismo profondo e ricerca spirituale autentica, il tutto sostenuto da una coesione tematica e stilistica che raramente si incontra non solo nel panorama fantasy italiano, ma nell'intero genere fantastico contemporaneo.
È evidente che Liserra ha investito anni di lavoro in questo universo immaginario. Il risultato è una mitologia che non copia pedissequamente i grandi del genere, ma nasce da una visione personale e profondamente sentita della realtà.
Ad esempio: nel racconto "Anche i Draghi piangono", ci si imbatte in un giovane Drago Rosso alle prese con la tensione tra il desiderio di libertà e il legame oppressivo con la figura materna, fino a una trasformazione che è tanto fisica quanto emotiva. È un racconto che parla di dinamiche familiari, di ricerca dell'identità, di perdono e di smarrimento - temi che risuonano universali.
Come già detto, il titolo potrebbe trarre in inganno.
Queste, però, non sono affatto fiabe per bambini.
Liserra utilizza la struttura fiabesca come contenitore archetipico, ma i contenuti che affronta sono chiaramente destinati a un pubblico maturo, capace di confrontarsi con tematiche intense e complesse: traumi familiari, repressione emotiva, elaborazione del lutto, rapporto con il sacro, libertà spirituale e morale.
Dove Tolkien costruisce un'epica fondata su valori cristiani e su una visione nettamente dualista del Bene e del Male, Liserra abbraccia l'ambiguità e la complessità dell'esistenza umana. Non ci sono eroi immacolati o antagonisti assoluti, ma individui che lottano con le proprie contraddizioni interiori, dove la salvezza arriva sempre attraverso un percorso di consapevolezza interiore, mai tramite interventi esterni provvidenziali.
Rispetto alla maggior parte del fantasy contemporaneo, Liserra evita accuratamente gli stereotipi del genere: i suoi draghi attraversano crisi esistenziali, le sue regine lottano per trovare un senso più che per conquistare il potere, la magia non serve a distruggere nemici ma a comprendere la realtà.
Il risultato è un'opera che ha più punti di contatto con la narrativa simbolica di Hermann Hesse, Italo Calvino o Ursula K. Le Guin che con i blockbuster fantasy attuali. Se Tolkien ti porta in un viaggio verso l'esterno, Liserra ti accompagna in un'esplorazione interiore.
Quello che forse colpisce di più è l'aspetto più sorprendente di tutto il progetto: la decisione dell'autore di non basare Edelëas su una religione rivelata rielaborata in chiave fantasy - come accade nella stragrande maggioranza del genere - ma su un sistema filosofico di scuole di pensiero che sono fluide e in costante evoluzione.
Liserra spiega che questa scelta nasce dal suo bisogno di indagare, attraverso la scrittura, ciò che chiamiamo convenzionalmente "Dio".
La sua ricerca, che dichiara apertamente essere in divenire, rifiuta dogmi e certezze granitiche.
Ecco perché in Edelëas troviamo dottrine diverse che riflettono le fasi del suo percorso personale: dalla concezione della materia come energia condensata, ad una interpretazione olistica basata sulla teoria del campo unificato.
Edelëas è il frutto di anni di riflessioni, scrittura e visione. Un universo che continua a espandersi anche oltre questa raccolta di fiabe, grazie ad opere come "La Musica di Ïlmatal", che arricchiscono la lore con nuove sfaccettature filosofiche e narrative.
È perfetto per chi ama leggere con calma e attenzione, per chi non teme l'introspezione, per chi cerca nei libri non solo un momento di evasione, ma anche di rivelazione personale.
In un'epoca in cui tutto sembra gridare per attirare la nostra attenzione, Edelëas sussurra. Lo fa con delicatezza, ma anche con una forza che ti resta dentro. E lo fa con una verità che raramente si incontra.
Le Fiabe di Edelëas
Disponibile online e ordinabile in tutte librerie fisiche.
È un libro che merita di essere scoperto e vissuto. Dopo averlo letto, vi accorgerete che il mondo intorno a voi non sembra più esattamente lo stesso di prima.