MUSICA, MITO E METAFISICA: Tolkien e Liserra a Confronto
15 Jul 2025
Gianluca Vincenzo Liserra
5 min di lettura
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MUSICA, MITO E METAFISICA: Tolkien e Liserra a Confronto
Introduzione
Due autori, due visioni del mondo. J.R.R. Tolkien, padre della moderna letteratura fantasy, e Gianluca Vincenzo Liserra, scrittore italiano contemporaneo, hanno entrambi creato universi immaginari dotati di una loro lingua, mitologia, cosmologia e filosofia. Ma se Tolkien guarda allâepica e alla teologia cristiana per costruire la Terra di Mezzo, Liserra guarda alla fisica teorica, alla spiritualitĂ e allâarchetipo per dare vita a EdelĂŤas. Il punto dâincontro? La Musica. Ma da quel punto in comune, i due si diramano in direzioni profondamente diverse.
1. LâOrigine del Cosmo: Eru IlĂşvatar ed EĂ hteril
Nel principio del mondo tolkieniano vi è Eru IlĂşvatar, "lâUno", il Dio creatore. Ă Egli a generare gli Ainur, spiriti immortali che intonano la grande Musica degli Ainur, lâAinulindalĂŤ. Tale Musica, basata su un tema proposto da IlĂşvatar, è la prima manifestazione dellâuniverso: canto sacro che plasma la realtĂ . Ma non sono gli Ainur a creare, bensĂŹ Eru stesso, che rende reale ciò che loro hanno cantato. Il loro ruolo è quello di esecutori di un disegno divino.
In Liserra, invece, non vi è un Dio-persona, nĂŠ un atto creativo tradizionale. Il centro della sua cosmologia è EĂ hteril, un Ente Supremo non religioso, non maschile nĂŠ femminile, ma totalitĂ cosmica neutrae complementare come il Braham induista . EĂ hteril non parla, non comanda, non crea dal nulla: esiste come pienezza potenziale. Non è "lâUno" della metafisica classica, ma piuttosto lo Zero indeterminato in cui tutto è racchiuso in potenza, da cui ogni cosa scaturisce come vibrazione e possibilitĂ .
Da EĂ hteril proviene lâArdĂŹl (sua infinitesima parte ed energia primordiale dellâuniverso), e poi i Tre Vheliam, intelligenze metafisiche. La prima dei tre è Ălmatal, figura femminile, demiurgica e sapienziale, che interpreta e armonizza la Musica per dare forma al reale.
2. La Musica: Armonia Divina o Vibrazione Cosmica?
Nel mondo di Tolkien, la Musica è simbolica e teologica. Ă voce, suono angelico, armonia che riflette il pensiero di Dio. Ogni Ainur contribuisce, ma solo Eru IlĂşvatar può creare davvero. Anche le dissonanze â introdotte da Melkor â sono riassorbite in una superiore armonia. La Musica è quindi un atto dâobbedienza e riflesso della Provvidenza.
Liserra reinterpreta il concetto: la Musica è vibrazione originaria, frequenza cosmica. Non è canto, nĂŠ parola, ma legge energetica dellâuniverso, simile alla Teoria delle Stringe o allâOm induista. La Musica non viene "intonata", ma modulata, e tale modulazione è il cuore della Magia di EdelĂŤas. Ă proprio la conoscenza e la manipolazione di questa vibrazione che consente agli Incarnati di creare, trasformare o distruggere le forme della realtĂ .
3. Ălmatal e gli Ainur: I Demiurghi a Confronto
Il confronto tra Ălmatal e gli Ainur è rivelatore. Gli Ainur sono puri esecutori, privi di volontĂ creativa autonoma. Partecipano alla Musica di Eru, ma non inventano, non decidono. Sono simili agli angeli della tradizione cristiana.
Ălmatal, invece, è una entitĂ creativa cosciente. Non riceve un tema da eseguire, ma intuisce, armonizza, modella. Ă una figura femminile e sapienziale, ispirata alla Sapienza di Dio nei Proverbi biblici. Per Liserra, è lei a condensare lâArdĂŹl di EĂ hteril in forme concrete attraverso la Musica. Non unâesecutrice, ma una co-creatrice, portatrice di gnosi e ordine.
Questa visione rovescia quella tolkieniana: non câè un Dio che affida un tema, ma unâenergia che sĂŹ proviene da un Dio, ma che attende di essere modulata da coscienze elevate.
4. Lingua, Simbolo e Narrazione
Per entrambi gli autori, la lingua inventata è fondamento dellâuniverso.
Tolkien, filologo, costruisce Quenya e Sindarin con rigore accademico, a partire da strutture linguistiche reali. Le sue lingue sono arcaiche, epiche, solenni.
Liserra inventa il Fèrathon, una lingua dal suono evocativo e fortemente simbolico, dove ogni parola è portatrice di senso metafisico. Eà hteril, ad esempio, deriva da eà hter (eterno) e -il (desinenza femminile). La lingua è creatrice essa stessa, e la parola è strumento magico e filosofico.
5. Religione, Etica e Libero Arbitrio
Tolkien abbraccia una visione religiosa tradizionale. Il suo universo è moralmente dualistico, dove bene e male sono definiti. I personaggi devono scegliere tra la luce e le tenebre, ma la grazia divina e la Provvidenza guidano i destini.
Liserra propone invece una spiritualitĂ senza religione. In EdelĂŤas non esistono templi, preghiere o culti. Esiste la consapevolezza di un ordine spirituale superiore. Il bene e il male non sono assoluti, ma si compenetrano: come nello yin e yang, ogni luce porta unâombra, e ogni ombra può essere riscattata. Il libero arbitrio è totale.
6. Femminile e Potere Creativo
In Tolkien, le donne â pur nobili e forti â restano figure marginali: Galadriel, Ăowyn, LĂşthien sono straordinarie, ma la creazione e il potere restano in mani maschili o divine.
Liserra sovverte questo paradigma: Ălmatal è il cuore della creazione, Fèradel è la regina che salva il suo popolo, le Aennasiè sono le donne che custodiscono la memoria. Il femminile non è supporto: è principio fondante, sacro, demiurgico.